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Yoga: un po’ di alfabeto per cominciare…

“The mind lights the path, the body walks each step, and the courageous heart opens all the doors needed to attain the long-lasting result of inner peace”.

“La mente illumina il sentiero, il corpo muove ogni passo e il cuore coraggioso apre tutte le porte necessarie ad ottenere  una permanente e duratura pace interiore”Kino MacGregor, insegnante Asthanga

Che cos’è lo Yoga? Molte le risposte, e tutte possibili, a questa domanda. Yoga deriva la sua radice da una parola hindi Yug che significa “unione” . Esistono tanti stili e molto diversi di yoga, i quali possono essere visti come molteplici sentieri, il cui scopo ultimo e comune è riportare ciascun pellegrino a riunirsi con il ‘cosmo’, il tutto, ovvero riconoscere la scintilla divina in sé e nell’altro, quindi sperimentare maitri o metta, l’amorevolezza gentile o nella tradizione di Thich Nhat Hanh*, la capacità di offrire felicità.

La parola yoga

La parola Yoga si accompagna ad Hatha, da Ha– sole o Yang, l’energia maschile che si muove, corre, trasforma, riscalda e tha –luna o Yin, l’energia femminile, calma, ricettiva, lenta, rinfrescante.  Mi piace molto una metafora tratta dal Tao, dove Yin e Yang sono descritti come i lati di una montagna, in ombra l’uno e soleggiato l’altro, ma entrambi parte della stessa montagna, Yin e Yang, quindi, si trasformano l’uno nell’altro: la terra gira e la montagna si illumina laddove prima vi era ombra e si oscura laddove vi era luce e così via.

Hatha Yoga indica quindi una serie di posizioni o asana, attraverso cui il corpo si muove imparando l’arte della consapevolezza, si spinge tra le proprie zone di luce e d’ombra con il respiro (Vinyasa) e la mente si allena alla quiete. E’ una serie di posizioni per imparare a connettere corpo e mente,  una strada per ritornare a sé, a prendersi cura di sé abbracciando le proprie rigidità e flessibilità, imparando a riconoscere e mettere in gioco l’energia necessaria ad affrontare ogni piccolo e grande cambiamento.

Sfatiamo un mito

Sfatiamo un mito, lo Yoga non è per le persone flessibili, e diventare flessibile non è lo scopo della pratica. Amo definirla pratica Yoga, proprio perché come la Mindfulness si tratta di un “allenamento” quotidiano, che richiede ciò che siamo, niente di più di ciò che siamo momento per momento: fiducia, apertura, onestà, fatica, coraggio, vulnerabilità, chiusura, … esercizio che matura i suoi frutti oltre il tappetino e la sala yoga.

Valeria MaggialiE’ interessante sapere che asana si traduce in realtà con “posizione seduta”**, tutta la pratica è infatti volta a permettere alla mente di sedersi quieta in meditazione, concentrarsi sull’essere presente e osservare ciò che accade qui ed ora. E’ una pratica che segue il ritmo del respiro, e ogni apertura diviene possibile laddove il respiro arriva e scioglie i nodi, le tensioni, libera l’energia racchiusa perché possa trasformarsi ancora. Affascinante è provare a sentirsi in ogni posizione, e riconoscere ogni piccolo cambiamento e ogni piccola resistenza ad esso. Attraverso la pratica yoga ci alleniamo a stare nell’agio e nel disagio, ci sono posizioni che risultano molto comode e facili fin dall’inizio e altre, al contrario, che appaiono irraggiungibili…saranno la consuetudine e la costanza, l’ascolto e il respiro, la calma e l’essere testimoni del momento presente, l’osservarsi, la sorpresa, le chiavi d’accesso ad ogni nuova posizione e a rendere possibile quello che sembrava impossibile fino a poco prima. Le asana o meglio, la saggezza del corpo, ci permette di sperimentare quello che chiamo “non ancora”, ovvero, con la pratica il “non ce la faccio, non è per me” lentamente si scioglie, la mente si quieta e lascia spazio al “non ce la faccio ancora”, proverò, sperimenterò e vedrò il mio limite e i cambiamenti del mio corpo, e dei suoi limiti e possibilità con esso.

Yoga è unire

valeria maggialiYoga è unire la consapevolezza del corpo con la consapevolezza della mente e scoprire che siamo più di quello che vediamo quando ci guardiamo allo specchio, che l’altro vicino a noi è più di ciò che intravvediamo, è imparare l’arte di metta o amorevolezza gentile, è sorridersi, sentirsi vitali e radicarsi per protendersi senza perdersi.

Make every moment yoga

“Make every moment yoga”, “trasforma ogni momento in yoga”, così una delle mie Maestre ha introdotto un seminario e questo è l’invito per chi desidera provare ad avvicinarsi a quella che non è altro che un’altra finestra dalla quale guardarsi e guardare, un altro modo per riconnettersi e mettere dentro di sé e innaffiare i semi di una pace interiore profonda, vitale e relazionale, per diventare “guerrieri di pace” che affrontano i cambiamenti e le sfide della vita con consapevolezza ed energia.

* Thich Nhat Hanh “Sono qui per te”

**in Yoga Sutra, di Patanjali

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