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Cos’è Destinazione mindfulness? Un percorso di 56 giorni verso la felicità…

È un libro, acquistabile in cartaceo o ebook (cliccando sulle parole arancioni) ma soprattutto è un viaggio che si compie per realizzare quel desiderio di felicità che ci anima e ci accompagna da sempre. E ha una destinazione che si raggiunge in un attimo: l’attimo in cui siamo presenti. I 56 giorni sono quelli della durata di uno dei protocolli mindfulness: il protocollo MBSR, MBCT o di Mindfulness Interpersonale per cui, nello scorrere del libro, quello che avviene è il racconto dell’esperienza che si ha durante uno di questi protocolli. Protocolli che hanno una destinazione: quella verso una felicità più radicata e meno suscettibile alle condizioni esterne.

Il libro è un racconto corale che ruota, capitolo dopo capitolo, attorno alle 8 qualità che incontriamo nelle 8 settimane di svolgimento dei protocolli mindfulness – Mente del principiante, non giudizio, non sforzarsi, accettazione, lasciar andare, equanimità, compassione e fiducia – sono i compagni di questo viaggio che, come tutti i viaggi dentro di noi, ha una meta: tornare alle nostre qualità originarie, tornare a casa.

Ogni passaggio è accompagnato da una raccolta di poesie che esprimono il senso di ciò che si prova, settimana dopo settimana, nell’esplorare queste attitudini che sono il nostro diritto di nascita. Così Bukowski e Emily Dickinson, Raymond Carver e Rumi, Mary Oliver o Umberto Saba – solo per citarne alcuni – ci accompagnano e danno voce alla nostra esperienza.

  • Mente del principiante. Tornare all’ispirazione è stato il vero ritorno alla mia bambina interiore e il vero percorso verso la mente del principiante. Questo credo che sia il livello di consapevolezza che offre la mindfulness: la possibilità di imparare da noi stessi e dalle nostre intuizioni.
  • L’attitudine di non giudizio. La prima scoperta è stata che i miei giudizi oscuravano parecchio la visuale delle cose. Il giudizio dà molto per scontato: la pratica nullaIl contenuto va inserito qui.
  • Non sforzarsi. Ho avuto bisogno di trasformare la mia agenda in un giardino. Un giardino ha bisogno di concime, potature, semina, raccolta e periodi di riposo. Ho cercato di guardare alla mia agenda come fosse un giardino. Potevo avere un giardino di quella dimensione o era troppo grande? Dovevo nutrire di più qualche aspetto e potare altri? Quali semine avevano la possibilità di germogliare?
  • Accettazione. Ci sono cose che, nella vita, è difficile accettare. Così nella pratica è importante inserire la parola accogliere. Diversa di una sfumatura sottile. È come dire a un ospite inatteso entra, prendi spazio nella mia casa, per la semplice ragione che sei già nella mia casa. Questa distinzione per me è stata illuminante. È assurdo rifiutare qualcosa che è già lì, con tutta la sua forza e potenza, che campeggia nel soggiorno della nostra anima.
  • Lasciar andare è un monito che, nel tempo, è diventato quasi uno slogan. Declinarne il significato ci aiuta a far chiarezza rispetto alle tante sfumature che questa parola può assumere. Certamente non è un invito alla superficialità: è piuttosto una esortazione a lasciare che il dolore e la gioia abbiano il loro corso naturale.
  • Equanimità. Lo scopo dell’equanimità è – con una metafora – cercare di spianare il terreno per fare in modo che l’acqua si distribuisca uniformemente, senza lasciare parti inaridite e altre troppo umide. Ecco cerco di fare così: cerco di spianare il terreno in modo che l’acqua della consapevolezza si distribuisca senza lasciare zone in ombra.
  • La compassione è un sentimento che nasce spontaneamente quando lasciamo che il dolore – nostro o altrui – ci raggiunga e ci trasformi. Una trasformazione che attiva un processo virtuoso di crescita. La fiducia. La fiducia ha, nella mindfulness, diverse accezioni. La prima è fidarsi dell’esperienza. La seconda è fidarsi della condivisione. La terza è fidarsi dell’autonomia. E infine fidarsi del cambiamento e della novità.

Nicoletta Cinotti

psicoterapeuta

Nicoletta Cinotti

Sono una psicoterapeuta che per tanti anni ha avuto un amore esclusivo: la bioenergetica. E quando credevo che non mi sarei più innamorata ho incontrato la mindfulness ed è stato un colpo di fulmine, arricchito dal fatto che Bioenergetica e Mindfulness si sposano benissimo insieme. Così oggi il mio modo di lavorare ha preso una direzione completamente diversa. Si è arricchito della passione per la ricerca interiore e della fiducia nei processi di cambiamento auto-regolati. Il miglior maestro dorme dentro di noi: svegliamolo!

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