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Il ciclo della vita

IL CICLO DELLA VITA

Dopo aver parlato negli scorsi incontri, sotto forma di articoli, dei cinque elementi e dei tre tesori, del dualismo yin e yang e delle analogie e simbolismi che caratterizzano la medicina cinese, siamo pronti ad affrontare un argomento affascinante quale l’inizio della vita, il concepimento, lo sviluppo embriologico per arrivare alla fine del viaggio terreno. Descriverò questo ciclo della vita da un punto di vista energetico e animico, così come i testi antichi ci hanno tramandato.

Secondo il Taoismo lo Shen è l’inizio della vita: quando l’essenza maschile e quella femminile s’incontrano e ad esse si aggiunge il Qi Cosmico, ne deriva una produzione di volontà; unendosi nell’atto sessuale per il concepimento il maschio e la femmina producono una vibrazione che ha una eco cosmica, a livello dello Shen Universale, così si crea il Po, anima vegetativa che risiede nel Polmone, che rappresenta l’istante, il momento preciso.

Il medico dell’Accademia Imperiale Wang Shu He descrive in maniera molto suggestiva come avviene il concepimento e cosa succede nei mesi di gestazione: l’embrione si crea dall’unione della perla e la rugiada celeste-tian luo, che subisce un processo di condensazione e diventa pioggia, questa scende dal cielo e viene ricevuta da un bacino rappresentato dall’utero. L’immagine metaforica è quella del dragone che sputa la perla che la fenice cerca di ingoiare.

Il primo trimestre è associato alla Terra e la creazione dello Yi-Coscienza, anima vegetativa che risiede nella Milza/Pancreas, legato allo Spazio. Il secondo trimestre è associato al Fuoco, il piccolo Shen individuale, il curriculum del destino personale e porta con sè l’elemento Tempo. Il tempo esiste in relazione allo spazio, ciò significa che tutto è già previsto per l’esistenza di ciascuno. Il terzo trimestre è associato all’elemento Legno e nasce lo Hun, anima vegetativa che risiede nel Fegato, che rappresenta la capacità di riempire il tempo dato a ciascuno, in esso sono conservate tutte le nostre esperienze fatte attraverso il corpo durante la vita fisica.

Il Taoismo prevede che ad ognuno al momento del concepimento venga fornito un “mandato”, il Ming, considerato come un curriculum, il destino individuale. Il Ming non è noto, prevede il superamento di prove e difficoltà nel corso della vita ed è possibile capire se stiamo seguendo il nostro  “mandato” in base alle reazioni emotive e organiche che manifestiamo in conseguenza alle scelte che siamo portati a fare. La comparsa di sintomi fisici e psichici rappresentano dei campanelli di allarme che ci informano che non stiamo seguendo il nostro Ming.

Nella concezione taoista viene data molta importanza al momento del concepimento, che dovrebbe prevedere per l’uomo e la donna un periodo di preparazione e purificazione. Inoltre è fortemente sconsigliato concepire in stati di alterazione mentale, la notte di luna piena e in presenza di fenomeni atmosferici molto intensi dal punto di vista energetico.

Al momento della morte lo Hun lascia il corpo attraverso la bocca e torna al cielo mentre il Po lascia il corpo attraverso l’ano per andare verso la terra. A volte l’anima non vuole lasciare la vita, anzi vuole tornare: è la base del concetto di reincarnazione. Avviene quando vi sono cose lasciate in sospeso e non si è pronti a morire e la persona non si è pacificata con la propria vita. Si determina una lotta con il Po che lascia la materia del corpo ma rimane sospeso in uno spazio fisico, in questo caso il Po viene indicato come Gui-fantasma.

Le tre principali correnti filosofiche e religiose della Cina vedono questo processo in maniera differente.

Il Buddismo ha il concetto della ruota della trasmigrazione, del karma: l’anima ritorna a vivere sotto diverse forme per completare ciò che ha lasciato in sospeso, assumendo forme migliori o peggiori a seconda di quale karma si è costruito.

Il Confucianesimo vede la reincarnazione come un passaggio in paradiso o all’inferno o in uno stato transitorio, in base al bene o al male che si è fatto durante la vita. In base a questa concezione si è spinti a fare del bene e a trovare la parte buona di ognuno, attraverso il rispetto delle norme morali e sociali che possono condurre verso la via della salvezza. 

Il Taoismo, al contrario, non dà importanza a ciò che viene fatto durante la vita come discriminante per la reincarnazione; non c’è riferimento alla morale, ma alla natura. Gli individui seguono il programma che è loro dato al momento del concepimento, assecondando la propria natura, che non è né buona né cattiva. Lo scopo è completare il proprio destino, il Ming, e ci si reincarna per finire le cose in sospeso, siano esse “buone” o “cattive”.

Secondo il Taoismo non è detto che nelle reincarnazioni si torni per fare meglio delle vite precedenti.

La vita ci dà quello che noi diamo alla vita; si può essere solo ciò che si è, per questo si deve vivere il momento presente e lasciare il pensiero della reincarnazione. 

In questo momento non bisogna preoccuparsi di andare in cielo, ma di essere sulla terrà quello che si è.

Ringrazio il maestro Jeffrey Yuen per il materiale di studio e gli spunti di riflessione.

Giampaolo Della Monica, medico agopuntore in Genova

Medicina Classica Cinese

3476893844

xiabai72@gmail.com

Destinazione Mindfulness:

56 giorni per la felicità

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